La tavola periodica del content marketing

È passato solo un paio di mesi dalla pubblicazione della Periodic Table of Content Marketing e io ancora mi struggo per non aver avuto l’idea per prima.

La tavola periodica del content marketing

Nel frattempo mi sono consolata usandola come sfondo di due desktop, stampandola e incollandola nell’agenda, e sono tentata di farne un poster da appendere in ufficio.

Perché tanto entusiasmo?  La Periodic Table of Content Marketing è una delle spiegazioni più complete e visivamente convincenti del mio lavoro che si trovino su Internet. Mi sembra anche un buon punto di partenza per discutere in dettaglio alcuni degli aspetti più importanti delle mie giornate lavorative come Content Manager. E quindi vediamo qualche dettaglio aggiuntivo:

1) Come già detto in precedenza, l’elemento cardine di ogni attività di content marketing fatta bene è l‘ideazione e produzione di una STRATEGIA (la sezione in giallo). Solitamente, la strategia è discussa all’interno di un piano editoriale, che regola tutte le attività di creazione, pubblicazione, e condivisione dei contenuti.

2) Il piano editoriale definisce anzitutto i FORMATI da usare per la creazione dei contenuti (la sezione in giallo più scuro): articoli, presentazioni, video, app, immagini e così via.

3) Il piano discute inoltre i TIPI DI CONTENUTO da produrre: recensioni, interviste, saggi, liste, casi studio, e chi più ne ha più ne metta (la sezione rosa, non a caso, è quella più voluminosa di tutte). La scelta dei tipi di contenuto non è mai arbitraria, ma si basa su una precisa attività di ricerca e analisi dello stato del mercato, del pubblico a cui ci si vuole rivolgere, delle azioni dei competitor, dei trend passati e presenti.

4) Dato che le attività di content marketing sono tradizionalmente fatte per essere raggiunte e condivise dal pubblico online, parte della strategia identifica le PIATTAFORME sulle quali pubblicare i contenuti prodotti (la sezione in blu): il proprio sito web, un blog, piattaforme social come Twitter, Facebook o Instagram, un microsito specializzato, il sito di un partner, eccetera.

5) Un elemento che a volte si trascura ma che è fondamentale per valutare le attività di content marketing è la scelta dei propri OBIETTIVI e delle METRICHE con cui misurarli (le sezioni in verde e azzurro acceso). Ad esempio, potrebbe essere importante sapere, e quindi voler misurare, quante pagine del proprio sito vengono visualizzate, quanti sono i visitatori nuovi e quelli di ritorno, quali le loro caratteristiche demografiche. Stabilire i propri parametri di riferimento è importante perché permette ai CM di essere sempre in grado di verificare il successo o meno delle proprie attività e agire tempestivamente dove necessario.

6) Prima di partire con la produzione, è importante essere consapevoli di quali EMOZIONI generano maggiore interesse e interazione nel pubblico cui ci si vuole rivolgere. Per andare sul sicuro, di solito è meglio evitare contenuti blandi e aridi e scegliere invece argomenti in grado di suscitare interesse, curiosità, e precise reazioni emotive (come suggerito nella sezione verde pastello).

7) Finito? Certo che no: il lavoro del Content Manager non termina mai con la stesura del piano editoriale! Al contrario, il CM deve continuamente controllare, editare, e curare l’OTTIMIZZAZIONE del proprio lavoro e di quello altrui: bisogna quindi essere in grado (come raccomandato nella sezione azzurro pastello) di verificare la correttezza formale dei contenuti creati, assicurarsi che questi seguano sempre le linee guida stabilite, fare sì che tutto ciò che viene pubblicato sia chiaro e le sue fonti appurate, e così via.

Alla fine di tutto ciò… si ricomincia da capo. Il mondo di Internet cambia in continuazione, e le attività di content marketing migliori sono quelle flessibili e in grado di adattarsi ai cambiamenti. Lo stesso autore di questa tavola periodica spiega che la sua versione non è definitiva né esaustiva, ma resta comunque un buon primo passo. Resto in attesa di aggiornamenti…