Content Manager: chi è, cosa fa

…ma tu, che lavoro fai?

La scena è più o meno sempre quella: pranzo natalizio annuale di famiglia, varie generazioni presenti, parenti con cui parli regolarmente ma anche cugini e gente che non vedi dal Natale precedente. Puntuale come il panettone, da un lato del tavolo qualcuno chiede “E il lavoro come va?,” e dal lato opposto si aggiunge la sotto-domanda “Ma che lavoro è che fai?” Poi cala il silenzio, e trentadue teste si girano aspettando una risposta.

“Content Manager per un’agenzia digitale” sarebbe, come ogni anno, la risposta corretta.
Invece di solito guardi due terzi dei presenti e dici “Mah, scrivo robe su Internet”.

Content-Management

In genere, la conversazione finisce dopo che hai risposto affermativamente alle altre due domande di routine: “Ma ti pagano?” e “Ma ti piace?” Però a fine pranzo ti resta sempre l’impressione che avresti potuto e dovuto dire di più.

Per esempio:

Cosa vuol dire Content Manager?

Il titolo di content manager identifica la persona responsabile dell’ideazione, sviluppo ed esecuzione di un piano editoriale per conto di un’azienda.

Lavorando nel digitale, il content manager è più precisamente un/a web content manager, e i contenuti da lei/lui progettati e prodotti vengono pubblicati online su vari canali posseduti dall’azienda (sito istituzionale, blog, account social).

Al/la Content Manager sono richieste ovvie competenze legate alla produzione di contenuti: padronanza della scrittura in genere e della scrittura per il web in particolare, capacità linguistiche e creative, competenza tecnica (uso di CMS, HTML, programmi di scrittura), conoscenza di tecniche comunicative e di marketing.

Ci sono poi altri requisiti fondamentali più legati alla posizione di Manager: altissimo livello di organizzazione e time-management, ottime doti di pianificazione e strategia, solida capacità analitica e di ricerca.

Cosa fa un/a Content manager?

Le macro-attività dei Content Manager sono tre.

  • Strategia → i CM passano parecchio tempo ad analizzare il mercato corrente per definire i pubblici a cui rivolgersi, i modi più effettivi per farlo, i trend di pubblicazione passati e presenti. Questa attività di analisi serve ai CM per sviluppare un buon piano editoriale, cioè un documento che regolamenta i tipi di contenuti e argomenti da scrivere, la frequenza con cui farlo, lo stile da usare (dalla grafica alla grammatica), gli obiettivi che si vogliono raggiungere.
  • Produzione → questa è la parte dello “scrivo robe su Internet”, anche se il verbo ‘scrivo’ funziona da sinonimo per creare i contenuti testuali di un blog, produrre infografiche, formattare e ottimizzare documenti interni, postare aggiornamenti su Facebook, twittare, taggare fotografie su Instagram, fare data entry, e così via.
  • Management → dopo aver sviluppato il piano editoriale, i CM si (pre)occupano di gestirne l’implementazione e il mantenimento. Il lavoro di management include attività come la verifica qualitativa dei contenuti (se prodotti esternamente), la pianificazione e gestione della loro pubblicazione, il monitoraggio dell’interazione con il pubblico, la soluzione dei problemi.

…mi sembra un buon punto di partenza per il prossimo pranzo natalizio.