C’era una volta il brand storytelling

Ultimamente sono molto popolare tra i miei nipotini come raccontastorie: “racconta quella dello spaventapasseri,” mi chiedono. “E quella del signore con il frigo!” Le mie storie hanno tutte un inizio, un problema o un ostacolo da risolvere e poi un lieto fine, ma i loro protagonisti sono spesso insoliti: un pupazzo di neve che va a fare shopping, due bottiglie che hanno bisogno l’una dell’altra per aprirsi, un pittore che esegue ritratti senza guardare in faccia le sue modelle.

Vi suona familiare? Se vi occupate di digital marketing, potreste esservi accorti che il segreto del mio successo è semplice, e che sto riutilizzando alcuni dei più recenti e famosi esempi di brand storytelling internazionale. Ma cosa intendiamo quando parliamo di brand storytelling? E perché questo strumento sta diventando fondamentale per il marketing aziendale?

Il concetto alla base del brand storytelling è facile, e parte da un punto su cui concordano discipline diverse come la sociologia, la neuroscienza, il marketing e la psicologia: le storie e la narrazione sono importanti per l’essere umano per via della loro capacità di affascinare, creare coinvolgimento mentale ed emotivo, evocare sogni e bisogni. Così, in questi anni frenetici di comunicazione multimediale, multi-device, multi-tasking e multicanale, i grandi marchi internazionali hanno (ri)scoperto l’importanza della narrazione come mezzo per catturare l’attenzione del pubblico, e per entrare in sintonia con chi si riconosce nei valori evocati dalle storie e dai racconti di marca. Non solo: con la diffusione dei social media, i brand possono anche disseminare le storie su più canali e piattaforme simultaneamente, creando esperienze narrative a trecentosessanta gradi in cui gli utenti sono al tempo stesso destinatari, co-creatori e condivisori di contenuti.

Dal mio punto di vista, la svolta narrativa del marketing è una delle grandi innovazioni degli ultimi anni, e diventerà sempre più fondamentale per le aziende che vogliono comunicare in modo efficace con il pubblico digitale. Ma bisogna anche ricordare che, se il brand storytelling è importante, è ancora più importante farlo bene.

E come si fa? Non temete: ve lo racconto nelle prossime puntate!

Nel frattempo, se non sapete da dove partire e vi serve un po’ di ispirazione, potete iniziare godendovi le mie preferite tra le storie di cui parlavo in apertura del post:

Lo spaventapasseri” – The Scarecrow, Chipotle: un ottimo esempio di storytelling emozionale in grado di diffondersi viralmente, usato come parte di una strategia di marketing integrata per discutere un tema sociale di grande impatto come quello dell’alimentazione sana e sostenibile.

Le bottiglie che hanno bisogno l’una dell’altra per aprirsi” – Friendly Twist, Coca Cola: un esempio divertente della recente strategia di comunicazione visual e viral di Coca Cola, basata sul racconto di piccole storie quotidiane legate tra loro dal concetto di “happiness”, felicità.

Il signore con il frigo” – Tony The FridgeSMEGazine, Smeg 50s Style: un magazine in cui il prodotto è sempre co-protagonista di storie e vicende di vita reale, usate per raccontare e trasmettere i valori dello stile e del design Made in Italy che hanno reso il brand famoso a livello internazionale.